9 novembre 2012

Le ragazze di Kabul di Roberta Gately




Le ragazze di Kabul 

(titolo originario Lipstick in Afghanistan)

di Roberta Gately


Per questo Venerdi del Libro vi parlo di un romanzo orientale.

Siamo in Afghanistan. A Bamiyan, un piccolo villaggio nel centro del paese, a più di 200 km da Kabul.
Le protagoniste del romanzo sono due donne:
Elsa è un’infermiera americana responsabile, per conto di una organizzazione umanitaria, di una clinica presso la quale lavorano medici afghani.
Parween è una giovane donna afghana innamorata dell'uomo che ha sposato, come tradizione vuole su decisione delle famiglie, di cui i talebani la priveranno uccidendolo.
I destini delle due donne si incontrano e le due stringeranno una splendida amicizia che le vedrà complici  nell’aiutarsi a vicenda e nell’aiutare chi ne ha bisogno, soprattutto contro i talebani che pur non essendo al potere continuano a seminare morti, violenze e soprusi.
La storia d'amore tra l'infermiera e un soldato americano dona un tocco di romanticismo alla trama. Ma la mia impressione e' che la presenza del soldato nella storia non sia casuale ma deputato ad aprire uno spiraglio di riflessione nel lettore sul sentimento provato dagli afghani in merito alla presenza di soldati delle Nazioni Unite nel loro paese.

Le prime pagine del libro mi hanno indotto a credere che non sarebbe stata una lettura interessante. La descrizione della personalità di Elsa e della sua triste esistenza mi e' apparsa troppo dettagliata  per essere all’inizio di una storia e di conseguenza forzata. Mi piace scoprire un personaggio pian piano. Ed, invece, mi sono ricreduta: pagina dopo pagina, la trama mi ha coinvolto ed appassionato. La personalità di Elsa muta nel corso del romanzo che da donna insicura e timida diventa audace ed intraprendente.
La forza di queste due donne, l'umanità e la generosità di Elsa, il coraggio e la determinazione di Parween coinvolgono il lettore, lo tengono incatenato al libro fino all’ultima pagina.   
Il libro è un mix di emozioni forti: amore, rabbia, dolore, compassione, ammirazione; è commovente, avvolgente e l’autrice ci regala descrizioni di un paesaggio e di un popolo che ci fanno innamorare dell’Afghanistan stimolando in noi lettori il desiderio di visitarlo.

L'autrice, Roberta Gately, e' un'infermiera americana che ha prestato servizio, per conto di una organizzazione umanitaria, in vari paesi del Terzo mondo tra cui l'Afghanistan ed in particolare a Bamiyan. Tutt’oggi è impegnata in missioni umanitarie a favore dei profughi del mondo e degli sfollati.  
Di seguito potete leggere cosa ha portato Roberta Gately a scrivere questo romanzo:

There is a long-rumored lady rebel in Afghanistan, a warrior for goodness, they say, and her exploits are legendary; her reputation for courage boundless.  To hear the stories of this remarkable warrior is to believe.  Even now, I can almost see her as she flies on horseback across the top of a distant mountain range, saving her countrymen from one calamity or another.
It is that lady rebel who is the true inspiration for this story and for the people of Bamiyan, because despite its persistent miseries, Afghanistan is a place, where even in its darkest hours, hope lives, and that hope is never more evident than in the legend of the lady rebel.
(dal sito www.robertagately.com)

E’ inutile dirvi che vi consiglio la lettura di questo libro!!!

Se volete saperne di più sul libro e sulla sua autrice visitate il sito http://robertagately.com/


Piccola riflessione personale
Il titolo originario è Lipstick in Afghanistan. Il titolo non è casuale: il rossetto, infatti, ha un ruolo importante nel romanzo, è uno dei protagonisti, è un talismano, è simbolo di amicizia e di ribellione, viene donato per sancire un legame.  
Ad Elsa il rossetto infonde sicurezza e fiducia in se stessa; per Parween è un modo per ribellarsi ai talebani che non ne permettono l’uso alle donne, alle quali inoltre impongono il burqa.
Dopo aver completato la lettura del libro mi sono chiesta: perché in Italia è stato modificato il titolo   originario? Perché spogliare un libro della veste che l'autore ha scelto per lui? E' una scelta di marketing da parte delle case editrici? L’autore di un libro ha il potere di non far modificare il titolo originario oppure no?
Se lo avessero chiesto a me non avrei modificato il titolo che la Gately ha scelto per questo romanzo: per il mio modesto parere il titolo originale è assolutamente calzante.
Anche a voi è capitato di porvi le stesse domande? Conoscete la risposta?

Buona lettura!!!!

Moonlitgirl

14 commenti:

  1. Grazie del consiglio, lo metto in lista.
    Per la traduzione del titolo, mi viene in mente che da noi il rossetto non ha nulla di trasgressivo (caso mai è un filino trasgressivo non truccarsi) e forse per questo non hanno voluto falsare l'impressione del lettore - magari hanno pensato che in fondo c'era tempo durante il romanzo per scoprire il lato proibito del rossetto.
    Di fatto, il titolo è stato banalizzato perché è entratp nella serie "condizione femminile nei paesi integralisti islamici", filone che va abbastanza, ma dove i titoli di tutti i libri, ora che mi ci fai pensare, sono fatti con lo stampino. Più che un titolo, è diventata una soggettazione!

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    1. Esattamente, il titolo modificato non ha la stessa essenza di quello originario.
      Io ad esempio l'ho comprato dopo aver letto un altro libro ambientato a Kabul ( che puoi trovare qui http://friendonthemoon.blogspot.it/2012/10/libro-sulle-donne-e-la-loro.html) e sono stata attirata da questo titolo....però probabilmente avrei notato tra tanti anche il libro "Rossetto in afghanistan"!!

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  2. Mi ero già segnata il titolo sempre grazie ai preziosi suggerimenti di questo appuntamento settimanale e le tue parole sono un ulteriore incoraggiamento a leggerlo!e' il lista di attesa, prima o poi ci arriverò!Per quanto riguarda il titolo e la copertina ho avuto modo di parlare varie volte con alcuni scrittori (alle presentazioni dei loro libri) e rivolgendogli io le stesse domande che fai tu, mi hanno sempre risposto che loro non hanno voce in capitolo su questi aspetti che sono completamente curati dall'editore per un mero fatto commerciale e per ogni paese studiano la formula che secondo loro attira, colpisce e vende di più!E' un vero peccato perchè un titolo a volte risulta fuorviante e crea aspettative che vengono puntualmente disattese, ma è la triste realtà delle vendite.
    Buon weekend!:-)

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    1. Quindi la banalizzazione dei titoli dei libri in Italia rispecchia la tipologia del lettore?? Triste però'....

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  3. Anche a me il libro non è nuovo, e forse prima o poi lo leggerò, è un genere che mi interessa, ho letto molti libri sull'Afghanistan, tutta quella tormentata area di mondo mi incuriosisce.

    Confermo cosa dice Federicasole, spesso gli autori lo dicon nelle interviste. Non ci può mettere bocca nemmeno il traduttore, son mere valutazioni di marketing e purtroppo sì, rispecchiano il mercato e i suoi fruitori.

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    1. E forse c'è stato anche il tentativo di effetto traino con "Le Ragazze di Riad" che alcuni anni fa fu un piccolo caso - l'avevo letto e trovato interessante, ora ha qualche anno e sicuramente con i blog e tutto molto diverso -. Così a naso... Potresti provare a cercare il traduttore e chiedere a lui :) ciao!

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    2. Il libro infatti mi colpì in libreria proprio perché avevo appena letto "Ragazze di Riad"....effetto marketing su di me ha colpito...ma come dicevo prima lo avrei comprato anche se avesse mantenuto il suo titolo originario. E comunque si...i libri sull'Afghanistan mi stanno prendendo molto.

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    3. Sì capisco.
      Allora se vuoi... http://ilmondodici.blogspot.it/search/label/Afghanistan ne ho etti altri ma sono perennemente indietro con le recensioni e al momento sono più interessata a recensire libri per bimbi, ma poi torno su letture da grandi :) ciao!

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  4. bella questa tua recensione, e credo che molto banalmente non sapessero come altro tradurlo;)

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    1. È' da un po' di tempo che quando leggo libri non italiani ho la curiosità' di andare a vedere quale fosse il titolo originale per verificare se c'è un nesso tra i due. Mi sono fissata con questo dettaglio!!!!

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  5. Ho letto un'altra recensione su questo libro e già mi ero incuriosita. Ora, dopo essere passata anche da te, credo proprio di essermi convinta a metterlo in lista.

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    1. Sono curiosa poi di sapere che ne pensi. A presto

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Grazie!!! Il tuo passaggio sulla Luna è stato registrato!!!

Moonlitgirl